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La tradizione abruzzese sposa uno spazio contemporaneo

Il cuore d'Abruzzo batte a Milano. Al ristorante Il Capestrano, chiamato così in memoria della statua dell'antico guerriero rinvenuto in terra aquilana (e ora al Museo Archeologico Nazionale, a Chieti). Un'appassionata oasi gourmet, dove i sapori della tradizione abbracciano uno spazio moderno ma familiare, ospitato in una palazzina di inizio '900, fra mattoni a vista, soffitto a cassettoni, tavoli e sedie in legno di faggio, arredi in noce, pareti gialle e bordeaux nonché elementi in vetro, ferro e acciaio. Come le fiaccole stilizzate che incorniciano le sale, regalando una luce soffusa.

A tutto Abruzzo

Qui, tutto parla abruzzese. Anzi, tutti: il titolare Wladimiro Babbo, marsicano di Avezzano; lo chef Peppino Pizzica, originario di Torrevecchia Teatina; e i due giovani in sala, Rossella (di Lanciano) e Alessio (di Vasto). Tutti e tre, questi ultimi, cresciuti professionalmente in uno storico istituto alberghiero: Villa Santa Maria, a Chieti. E poi? In menu le pietanze sono scritte in vernacolo, il vino-vessillo è il Montepulciano d'Abruzzo e in carta compaiono le cantine di tutte e quattro le province: l'aquilana Cataldi Madonna, la pescarese Marramiero, la teramana Illuminati e le chietine Masciarelli, Tollo e Terre d'Aligi. Ma non finisce qua. Perché persino le sale sono intitolate alla verace regione. Sopra: la sala Aquila (all'ingresso) e la sala Pescara, con la griglia vista e la vetrina delle specialità. Sotto: la sala Teramo, con una vecchia pastaia a far da protagonista, nonché la sala Chieti, affiancata dal privé Avezzano. "Il mio sogno era di far conoscere la cucina e le tradizioni abruzzesi ai milanesi", dice mister Babbo. E ha creato un posto ad hoc.

Dai Pecorini

Il tagliere misto è un ritratto tipico: pecorino di Farindola, canestrato di Castel del Monte e gregoriano di Scanno (accompagnati da miele e mostarde artigianali); e ancora prosciutto marsicano, mortadellina di Campotosto, ventricina del Vastese, schiacciata aquilana e salsiccette di fegato. E le polpett' cacio e ova? Ci sono, preparate con pane raffermo, uovo, formaggio e salsina di pomodoro. E ci sono anche le verdurine su crema di fave e croccante di mais (rilettura della classica pizz' e foie), la scamorza Montebello in cocotte, la trippa di vitello alla pennese e la serie dei primi gustosi: maccheroni alla chitarra con sugo di castrato e scaglie di pecorino; gnocchi al sugo di papera muta; ravioli di ricotta e spinaci con salsa di carciofi e caprino; e gli anellini alla pecorara (anellini di semola con cubetti di melanzane, zucchine, peperoni, funghi, salsa di pomodoro e ricotta fresca). Tutte paste fatte in casa, con pure i dolci e il pane, pagnotte realizzate con farina, farro e patate.

Agli Arrosticini

Appetitosi, gli arrosticini di pecora finiscono dalla brace al piatto, onorando il rito dell'uno tira l'altro. Come, del resto, le costolette d'agnello e le salsicce di maiale. E per qualcosa di particolare? L'ova colat aj' sug' (uova cotte nel sugo di peperoni e cipolle) e, in inverno, il cif e ciaf (il suono vuole ricordare il contrasto fra il tenero e il corposo, il grasso e il magro), ovvero spezzatino di guanciale e spuntature di maiale. E ancora, bistecca di lombo-collo di maiale con mele, bacche di ginepro e goccio di Marsala; e spezzatino d'agnello con carciofi e zafferano. Ovviamente, di Navelli. Infine, per chiudere il pasto, il parrozzo in versione monoporzione (con mandorle tritate e copertura di cioccolato); le ferratelle, cotte sulla fiamma in uno stampo in ferro e poi farcite con composta di frutta; i cannoli d'Aielli (ripieni di crema); la mousse di ricotta con gelatina al Centerba; e le crespelle ripiene di crema, ananas, noci e liquore Aurum. Come digestivi, genziana, nocino e ratafìa.

Dal lunedì al venerdì, pranzo alla carta oppure pranzo veloce, con piatti mediterranei che variano quotidianamente. Inoltre, per una festa, un'occasione speciale o una riunione di lavoro si possono prenotare sia le sale al piano inferiore, sia i quattro loft che si affiacciano sulla bella corte interna (riservabile pure lei). Perfetti anche per presentazioni di prodotto o eventi particolari.

milanodabere.it
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Orari di apertura

12:30/14:30 - 19:30/23:00
Chiuso la Domenica

Indirizzo

Via Gian Francesco Pizzi, 14 (Traversa Via Ripamonti) 20141 Milano
T. 02 56 93 345 - F. 02 56 61 05 79

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