Appuntamento con la tradizione gastronomica popolare: la “pignatta di maggio”, una minestra di legumi residui delle provviste invernali, setto o nove, lessati insieme alle primizie, chiamata virtù. Un tempo questa minestra aveva lo scopo di eliminare dalla dispensa tutti gli avanzi invernali, e soprattutto di propiziare il buon raccolto, l`abbondanza di cibo. Una consuetudine alimentare che serviva come cibo propiziatorio per la primavera. Oggi viene servita, non solo per rammentare un passato remoto, ma per festeggiare maggio e “il gonfalon selvaggio” attraverso la tradizione e proiettati nel futuro di letizia, musica e canti.