Feste & Sagre

Una guida chiara ed esaustiva delle principali feste e sagre di paese delle varie provincie abruzzesi, per farvi conoscere tutte le nostre tradizioni.

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Il Locale

Un ristorante di quattro sale con griglia e  cantina a vista, loft che diventano temporary home e una corte interna a cielo aperto teatro di cene e “sagre urbane” dedicate ai prodotti del territorio

 

Il Capestrano, che prende il nome dall’antico guerriero del VI secolo a.C. rinvenuto nell’omonimo paese in provincia dell’Aquila,  è un ristorante di cucina tipica abruzzese in veste contemporanea, sorto di recente all’interno di un palazzina di ringhiera di inizi Novecento, sapientemente ristrutturata dall’imprenditore abruzzese Wladimiro Babbo, in una emergente zona post-industriale a metà di via Ripamonti.
Attorno alla sua scenografica corte stanno prendendo vita, oltre al ristorante, anche loft e temporary home che nascono quale coronamento di un progetto più grande voluto dall’imprenditore abruzzese.
Un mondo che, oltre al concetto del “mangiare abruzzese a Milano”, vuole unire quello del dormire e  del lavorare.

IL MONDO del IL CAPESTRANO


L’imprenditore Wladimiro Babbo, per gli amici Roberto, abruzzese di Avezzano in provincia de l’Aquila,  ma sin dal 1996 a Milano per lavoro, nel 2007 acquistò l’intera palazzina di ringhiera con facciata in stile liberty ed iniziò i lavori di recupero. Inizialmente, nelle vecchie cantine, gli venne l’idea di crearvi un’enoteca/wine-bar dove degustare vini e prodotti tipici della sua regione, ma durante i lavori di recupero, che hanno portato alla luce parte delle strutture originali (travi e mattoni  a vista) ha maturato l’idea di dedicare alla ristorazione uno spazio più grande e quindi di aprire un locale di quattro sale specializzato nella cucina abruzzese attualizzata.
“Sono stati i mattoni, recuperati uno alla volta – spiega Babbo che nella precedente vita era geometra, con laurea in Ingegneria – che mi hanno fatto decidere questo investimento, oltre all’orgoglio abruzzese che caratterizza tutto lo staff che ho scelto e che mi circonda; l’abruzzese “  forte e gentile”.
Con passione (quella per la cucina e per la sua regione) ha seguito e segue il progetto de Il Capestrano come un figlio: un work in progress che ogni giorno cresce arricchendosi di nuove ricette, etichette speciali, degustazioni di prodotti tipici, incontri, che hanno sempre come punto di riferimento la cultura, la storia e le tradizioni dell’Abruzzo.   

L’AMBIENTE DEL RISTORANTE: LE 4 PROVINCE D’ABRUZZO


L’Abruzzo contemporaneo de Il Capestrano si rispecchia nella location e nelle quattro sale su due livelli che compongono il ristorante. Legno, acciaio e mattoni a vista si vestono di giallo e bordeaux, in un matrimonio elettivo che evoca zafferano e Montepulciano d’Abruzzo, due fiori all’occhiello della regione e del ristorante.
Ciascuno degli ambienti è intitolato ad una delle quattro province dell’Abruzzo, al quale fanno riferimento anche alcuni dettagli degli arredi, sapientemente studiati affinché la nota più verace e tradizionale dei mattoni a vista si mescoli con le linee contemporanee delle luci e dei tavoli, creando un’atmosfera raffinata, ma di grande personalità.
La sala principale, quella all’ingresso,  è intitolata a L’Aquila, il capoluogo: la si vede attraverso le grandi vetrate su strada, dominata dal bancone del bar e caratterizzata da un tavolo circolare che sceglieranno gli amici per chiacchierare o i businessman per un incontro di lavoro. Una lavagna d’antan racconta i piatti del giorno ed eventi e degustazioni in programma; accanto, più raccolta,  la sala del caminetto e della rosticceria a vista, dedicata a Pescara, dove la brace della griglia a carbone sfrigola senza sosta  per cuocere i rinomati arrosticini abruzzesi.
Scendendo le scale si raggiunge la sala dedicata a Teramo nella quale fa da regina l’antica pastaia, mobile con il piano in marmo sulla quale si preparava appunto la pasta: dai cassetti ammiccano i diversi formati, mentre in vetrina sono esposti la chitarra, lo strumento per fare gli omonimi maccheroni, un setaccio e lo stampo per le dolci ferratelle. Infine, con vista diretta sui locali dedicati al vino, la sala di Chieti, che chiude il totale dei circa 100 coperti.
Una menzione meritano le toilette, con i due lavatoi in marmo, lo specchio incorniciato d’oro e la credenza di legno.

LA CORTE: IL CUORE AGGREGATORE


Il piano terra de Il Capestrano si apre -nel retro- su di una deliziosa corte, illuminata da led che la notte la rendono ancor più suggestiva: uno spazio che durante la bella stagione si trasforma nella sala all’aperto del ristorante. Sulla corte, che è considerata il cuore aggregatore del mondo Capestrano  si affacciano anche alcuni appartamenti privati, loft diventati studios fotografici, e le temporary home, ovvero degli appartamenti arredati con cucina, nati per essere affittati per periodi più o meno lunghi a chi viene a lavorare a Milano e cerca una soluzione alternativa al residence o alla sistemazione in hotel.  La corte è inoltre la cornice nella quale si svolgono feste (come la tradizionale Panarda) e sagre  a tema, che riprendono le più tradizionali sagre abruzzesi dedicate a prodotti tipici (come gli arrosticini o le  fave e pecorino), con la possibilità di assaggiare specialità a prezzi contenuti ascoltando musica folkloristica: un’originale alternativa all’happy-hour milanese, oltre che una vetrina d’eccezione per i prodotti locali.